Comunicazione e linguaggio bambino – Valentina Semeraro Logopedista

Ritardo e disturbo di linguaggio

Un bambino può presentare un ritardo nello sviluppo del linguaggio quando presenta:

  • un ritardo transitorio a 18 mesi con un successivo ritmo di sviluppo adeguato ai 30 mesi (bambini che «sbocciano in ritardo»);
  • un ritardo che persiste a 30 mesi: nessuna produzione stabile di parole con un significato riconosciuto, assenza di combinazioni di gesti e parole, scarsa comprensione (bambini parlatori «tardivi»: primo indicatore di disturbo di linguaggio).

Si parla di disturbo specifico di linguaggio invece quando all’età di 3-4 anni (e a volte anche dopo), hanno delle modalità di uso del linguaggio molto diverse dai coetanei, che possono presentarsi in varie forme:

  • Difficoltà nel comprendere frasi al di fuori delle routines ad esse collegate.
  • Difficoltà nel comprendere frasi complesse.
  • Produzione di poche parole (inferiore alle 50 parole circa ai due anni di età).
  • Uso di frasi monotermine e assenza di combinazione di parole ai 30 mesi di età.
  • Uso di parole e forme frasali inventate non comprensibili per tutti.
  • Sostituzione di molti fonemi o eliminazione delle sillabe più difficili da articolare, anche in ripetizione.
  • Non prende spesso l’iniziativa nel parlare.
  • Preferisce utilizzare i gesti.

Per parlare di disturbo specifico di linguaggio queste difficoltà nella codifica fonologica, sintattica e lessicale devono presentarsi in un soggetto indenne dal punto di vista neurologico, cognitivo, sensoriale e relazionale.

Disturbo di linguaggio secondario e dislalia

Disturbo di linguaggio secondario

Possibili difficoltà nella comprensione e nella produzione a livello comunicativo e linguistico in ritardi mentali, nella Sindrome di Down e in altri quadri sindromici, nei Disturbi Pervasivi dello sviluppo, nelle Paralisi cerebrali infantili.

Dislalia

Difetto di pronuncia secondario ad alterazioni organiche, morfologiche, congenite o acquisite.